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X-scape an audiovisual project by Martux M and Mattia Casalegno

 

 

Come dipingere un suono? Come ascoltare un’immagine?
Dar vita alle immagini-suoni per liberare la vita dalle sue prigioni, per tracciare un X-scape, una linea di fuga.
Un suono, un grido, un blu, fanno sorgere un universo incorporeo, non discorsivo, blocchi di sensazione, corpi deterritorializzati.
Non occorre un linguaggio, un sistema omogeneo, ma uno squilibrio, non si fa opera d’arte, si è opera d’arte. Bisogna essere dei capolavori; mancati, ma pur sempre dei capolavori, una produzione mutante di enunciazione, esplorare nuovi campi del possibile, delirare, uscire dal solco.
Affetti allo stato puro, condotti direttamente sull’emozione vitale, non c’è rappresentazione, ma convulsioni, segni liberi, presenze di corpi video-sonori che attraversano intimamente il nostro corpo, liberandolo dalla sua inerzia, disincarnandolo, smaterializzandolo.
L’incontro è un evento, è Eros, il demone della mancanza, “noi siamo in quel che ci manca” ma un cercare senza mai possedere, per amare, penetrando fra le grida del dolore fisico, fra i canti della sofferenza metafisica, per liberare qualcosa di lieto e amabile: un bagliore, una nebbia, una popolazione discreta, un mutamento di tinta.
Cercare l’abbandono, liberarsi del peso del corpo, farne un evento, incontrarsi sul tema dei “corpi linguaggi” dove l’identità dell’io rinvia sempre all’identità di qualcosa fuori di noi, a significare che ciascuna cosa si apra all’infinito, dei predicati attraverso cui passare a condizione di perdere la sua identità come concetto e come io.

How to paint a sound? How to listen to an image?
Give a soul, a life to the images-sounds and make the life free from its troubles, to trace an X-scape, a gateway.
A sound, a scream, a blue, make rise up an unbodily universe, un-discorsive, blocks of emotions, un-deterritoriezied bodies.
It doesn’t need a language, an homogeneous system, but an unbalanced one;
you don’t create the art piece, you are the art piece. You have to be a masterpiece;
a mutant production of enunciation that explores the new frontiers of the unknown, raving, going out of the line and the groove.
Affections on their pure state, leaded directly to the vital emotion, there’s representation of it, but just convulsions, free signs, an attendance of audiovisual bodies crossing deeply our own body, set it free bt its inertness,un-emboding it, un-materializing it.
The meeting is an event, it’s Eros, it’s the devil of the absence, “we are what we miss”,
it’s a way to look for...but not to become an owner, just to love. Going inside the screamings of pain, through a kinf of metaphisic suffering, to express something good and lovely: a flare, a fog, a discrete poplation, a tint mutation.
Looking for the abandon, set us free from our own body’s weight, make it an event, meeting on the theme of the “bodies of languages”, where the self-identity leads out from our soul and body to understand others’ identities; and it means that everything can open itself to the infinity, losing the identity of the concept and the existence through some other predictates.

vedi presentazione Mutek festival 2005 view Mutek 2005 presentation

scarica estratto video download video excerpt

 

http://www.martux.it

http://www.mutek.ca

http://www.ixem.it

http://www.vidauxs.net

 

 

Info-naturae 1.0 an audiovisual project by Emanuele Errante and Mattia Casalegno

 

 

“la prima collaborazione del musicista ambient Emanuele Errante e del video-sperimentatore Mattia Casalegno e prende forma nel progetto Info naturae 1.0, una performance di improvvisazione che emerge dall'ibridazione dei linguaggi acustici e visivi.
Soundscapes digitali e tappeti sonori danno vita a matrici di pixel in costante mutamento, flussi binari in-formano strutture vagamente zoomorfe e tese sempre nell'equilibrio tra organico e inorganico,
animato ed inanimato, naturale ed astratto. L'immaginario che ne risulta è in bilico tra il campionato e il sintetizzato: vengono mixati in tempo reale frammenti di esperienze analogiche e creazioni digitali,
con effetti evocativi e suggestivi.
Il tentativo deleuziano di "rendere visibile l'invisibile", si risolve nel progetto "Info naturae 1.0" in una presa di coscienza che musica e video, come d'altronde ogni forma d'arte, possano al tempo stesso
illudere e liberare dalle illusioni. [...]"

leggi articolo su exibart.com view full article on exibart.com website

vedi rugiada.mov view rugiada.mov

vedi linfa/processed view linfa/processed

vedi linfa/feedback view linfa/feedback

 

vedi linfa/02_02_07 view linfa/02_02_07

 

http://www.maisound.com

http://www.apegenine.com

http://www.mousikelab.it

 

 

Grainscapes an audiovisual performance by Sebastien Roux, Greg Davis, Mattia Casalegno

 

 

sintesi granulare del video, droning, chitarra processata; performance presentata in anteprima internazionale al Netmage festival 2005. Prodotta da no-signal .

live video granular syntesis, droning and processed guitair; premiered at Netmage festival 2005. Produced by no-signal .

scarica estratto video view video excerpt

vedi mini sito 2004 view mini-website 2004

vedi un estratto della performance al Netmage 2005 view live performance video excerpt at Netmage 2005

 

http://www.no-signal.net

http://www.12k.com/roux.html

www.autumnrecords.net

 

 

Sounds Of Complexity an audiovisual live visualization by Kinotek

 

 

Sounds of Complexity e' un progetto artistico che rientra nei contesti di ricerca propri delle scienze cognitive e delle neuroscienze.
E' una performance audio-visuale nella quale i materiali sonori e le mappature visive sono l'effetto di processi altamente complessi e stratificati che difficilmente possono essere rappresentati in forme simboliche nel nostro piano di immanenza.
E' un tentativo di far esperire attraverso l'udito e la vista dinamiche e interazioni che per la loro ricchezza, molteplicita' e complessita' sono inascoltabili e invisibili. Il materiale audio della performance deriva dal campionamento analogico dell’attività cerebrale condotta tramite un elettroencefalografo analogico (EEG) che corrisponde alle scariche di miliardi di neuroni situati nel VI strato della corteccia cerebrale umana, disposti verticalmente rispetto allo scalpo. Il suono grezzo del cervello e' traslato nella banda di frequenza ascoltabile per l’uomo attraverso tecniche di pich-shifting; il materiale viene elaborato in tempo reale digitalmente e traslato visivamente in uno spazio cartesiano a formare traiettorie di luce proiettate su quattro schermi che reagiscono dinamicamente dando una mappatura interattiva delle frequenze emesse.

"E’ da considerare innanzitutto la possibilità offerta da tali suoni di rappresentare i fenomeni oscillatori, ciclici e ritmici che governano la nostra vita cerebrale, la cui funzione è di sincronizzare periodicamente l’attività di circa 1000000000000 neuroni. Ciò permetterebbe presumibilmente l’emergenza di fenomeni
superiori quali la coscienza. I principali oscillatori cerebrali sono nella banda 10 Hz (ritmo alfa) e
40 Hz (ritmo gamma)."

"sounds of complexity" is an artistic project that moves from the field of cognitive science and neurosciences. It's an audiovisual performance in which the sound materials and the visual mappings are the consequence of very complex and stratified processes that hardly can be represented with symbolic forms in our world. It's an attempt to make audible and visible the dynamics and the interactions that for their richness, variety and complexity are unheard and invisible.
The audio material of the performance derives from the analogic recording of cerebral activities through an analogic elettroencephalograph (EEG) and corresponds to the discharges of billions of neurons situated in the sixth layer of human cerebral cortex, disposed vertically respect to the scalp.
The crude sound of brain is translated in an audible frequencies through techniques of pitch shifting; such material is then processed digitally in real time and the corresponding frequencies transformed in a Cartesian space to form visual trajectories projected on four screens that react dynamically.

"it has to be considered in the first place the possibility offered by such sounds to
represent the oscillatory phenomena, cyclical and rhythmic that govern our cerebral life, whose
function is to synchronize periodically the activities of approximately 1000000000000 neurons, in
order to allow the emergence of advanced phenomena like consciousness. The most part of
cerebral oscillators are in the range between 10 Hz (alpha rhythm) and 40 Hz (gamma rhythm)."

vedi presentazione live all'Italian Live Media festival 2004 view video premiere at Italian Live Media 2004

vedi un estratto del live al NADA festival 2006 view the NADA 2006 festival video excerpt

vedi intervista al ILM2004 (solo italiano) view ILM2004 interview (only italian)

 

http://www.kinotek.org/soc.html

 

 

Rumors of War live video design for metaXu's Rumors of War project

 

 

A tre anni dal loro esordio tornano i Metaxu di Maurizio Martusciello e Filippo Paolini, con una nuova prova elegantemente in bilico fra elettronica e limpida elettroacustica, dedicata ad alcuni tra gli ultimi e più significati episodi bellici (ammesso che in qualche modo ci siano mai guerre più significative di altre). Dodici le incisioni, ognuna delle quali contrassegnata da un luogo geografico preciso (Sarajevo, Belgrado, Saigon, le Falkland e New York, ma la metropoli nordamericana non è certo luogo di guerra, come spesso altri vogliono farci credere). Il risultato è comunque di tutto rilievo, la produzione risulta sensibilissima, con un taglio introspettivo, che ci fa riflettere, su come eventi così tragici, in primo luogo producano effetti che sono soprattutto di natura intima (e solo tangenzialmente politica). Martusciello e Paolini (che assieme a Massimo Pupillo portano parallelamente avanti un altro progetto) già in passato hanno dato prova della loro maestria, il primo forte di un background da musicista contemporaneo specializzato in percussioni, il secondo in qualità di dj e sperimentatore interessato all'improvvisazione. Le scansioni adoperate oscillano fra parti liriche e suoni più secchi, tesi, micro-emergenze click, che si assommano quasi a soffocare i pensieri (drammaticamente incombenti ma ancora vitali). Un disco che consigliamo, per rigore ed estrema densità dei suoni: questo duo italiano, saprà farsi valere, anche su palcoscenici internazionali.

vedi altre recensioni view more reviews

vedi estratto video view viedo excerpt

 

http://notype.com/drones/bio.e/metaxu_.php

 

vjing nights